Non possono sopravvivere a lungo dei media che raccontino una storia troppo diversa da quella raccontata dall’esperienza. Anche se ci possono essere media abbastanza potenti da modificare l’esperienza e la sua percezione.
Luca De Biase, Cambiare pagina. Per sopravvivere ai media della solitudine
Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d’obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.
Fabrizio De Andrè, Nella mia ora di libertà
Beato un cazzo
Nessuno sa tutto, ognuno sa qualcosa, la totalità del sapere risiede nell’umanità.
Pierre Levy, L’intelligenza collettiva
Ora del decesso, Makkox per Il Post
Sulla strada di Danilo Dolci, Palermo 16 aprile 2011
Calderoli: ‘La festa dei lavoratori va celebrata lavorando’. Attendiamo la proposta per il 2 novembre. [misterdonnie]
ElleKappa, Repubblica
Con uno stecco inchiostrato segnò ogni cosa col suo nome: ‘tavolo, sedia, orologio, porta, muro, letto, casseruola’. Andò in cortile e segnò gli animali e le piante: ‘vacca, capro, porco, gallina, manioca, malanga, banano’. A poco a poco, studiano le infinite possibilità del dimenticare, si accorse che poteva arrivare un giorno in cui si sarebbero individuate le cose dalle loro iscrizioni, ma non se ne sarebbe ricordata l’utilità. Allora fu più esplicito. Il cartello che appese alla nuca della vacca era un modello esemplare del modo in cui gli abitanti di Macondo erano disposti a lottare contro la perdita della memoria: ‘Questa è la vacca, bisogna mungerla tutte le mattine in modo che produca latte e il latte bisogna farlo bollire per aggiungerlo al caffè e fare il caffellatte’. Così continuarono a vivere in una realtà sdrucciolosa, momentaneamente catturata dalle parole, ma che sarebbe fuggita senza rimedio quando avessero dimenticato i valori delle lettere scritte.
Gabriel Garcia Marquez, Cent’anni di solitudine
Berlusconi ci tiene a precisare...
Il portavoce della presidenza del Consiglio, attraverso apposito comunicato stampa, smentisce categoricamente che Silvio Berlusconi abbia cantato durante la cena di qualche giorno fa con il gruppo dei Responsabili.
Non si precisa, peraltro, se abbia raccontato barzellette, importunato le cameriere, sputato per terra o ruttato a fine cena.
[via BlogSicilia]
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