Essere agnostico non mi basta più. Preferisco dirmi ateo, perché si rigeneri quello che Russell chiamava ‘liberalismo’: la possibiltà di confrontarsi - e di scontrarsi se è il caso - con i religiosi della più variegata estrazione (compresi coloro che dell’ateismo fanno una religione). Nella convinzione che ateo non sia tanto chi logora il proprio tempo nel cercare di dimostrare che Dio non c’è, ma chi decide di vivere senza o perfino contro Dio.
Giulio Giorello, Senza Dio. Del buon uso dell’ateismo